L’attore prevalente della foto non è il soggetto.
Ho seguito un corso di fotografia questo weekend.
Me ne sono innamorata, e io e la mia 450D abbiamo finalmente rotto il ghiaccio.
Abbiamo iniziato a darci soddisfazioni vicendevoli.
L’attore prevalente della foto non è il soggetto.
Innanzitutto ho capito l’importanza del fotografo in quanto rule maker. Al punto che alla fine del corso, dpo aver deriso una mia foto, ho detto al mio insegnante che lui non è un pubblico preparato per la mia fotografia, ed ha acconsentito senza alterarsi.
Io fotografo, io leggo, io rappresento, io creo. Io sono il soggetto. Mi piace!
La fotografia è impura di per sè. Non riproduce la realtà.
Bene. Quindi non si compra una macchina per avere una migliore rappresentazione della realtà, ma una rappresentazione migliore. Bene. Quidni io riproduco la realtà che vedo e che riesco a far vedere alla mia macchina.
In fotografia funziona ciò che segue determinate regole.
Bene.
Messa a fuoco. Non è necessaria, Se voglio dare dinamicità posso scegliere di avere un soggetto non a fuoco.
Luminosità: posso anche scegliere di ritrarre dei soggetti in controluce, e in quanto scelta non è un errore.
Contrasto: lo posso modificare facilmente con un qualunque software.
La profondità di campo è soggettiva.
È tutto così percepibilmente soggettivo… che l’unica regola che rimane è quella dei 2/3.
Non tutto è fotografabile.
Mi sa di scusa.
La fotografia è anche un po’ celare e svelare.
Foto di matrimonio: confetti e nomi. Niente sposi, niente abiti, niente panorami. Si può del resto immaginare…
O è una foto o è un ricordo.
Io amo le fotoricordo. E ogni mia foto ha un ricordo. Dovrei inizare a mettermi in gioco per ottenere pareri esterni… potential next step?
Il cogli l’attimo non esiste, è una favola per estasiare l’ascoltatore.
Qui mi sono chiesta se la fotografia facesse ancora per me, perchè io a questa favola ci credevo ancora. E adesso?
E adesso, alla prova. La mia preparazione, e il mio apprendimento mi ha portata qui. Ho colto l’ultimo attimo rimasto dopo vari minuti richiesti dalla preparazione dell’obiettivo e dalla giusta combinazione di otturazione e tempo di esposizione.
Per esser un buon fotografo bisogna essere manager di se stessi, degli ottimi organizzatori che sappiano pensare ed agire in un tempo limitato…e con un gran culo.
L’incontrollabile jgp.

















