QUESTO BLOG ALTROVE…
Mi sta un po’ facendo girare i neuroni sto blog, quindi l’ho trasferito qui:
http://alessandravi.wordpress.com
Ci vediamo li?
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Domenica mattina…
E il mio viaggio inizia cosi. Sveglia alle 9 meno 10 e corsa verso l’autobus alle 9 e 5. Ho ancora il sonno arretrato di mercoledi e mi metto a correre appresso a un Treno persino di domenica? Si. E oggi e’ per un’ottima ragione: ho un aereo per Parigi da prendere!
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Per fortuna arrivo quei 5 minuti in anticipo, il tempo giusto per prendere il solito: un renverse’ (rovesciato) – un caffe’latte che non so perche’ si chiami cosi. Al momento di pagare mi manca quel mezzo franco, quello che a volte non hai voglia di rimettere nel portafogli, e lasci nella tasca dei jeans, quelli che non porti oggi. Provo a cercare un ATM (bancomat) e mentre mi accodo mi ricordo che sono qui per prendere un treno … Oh merde! Corro al binario 5! Oui! Pari’Pari’!
Mezzogiorno…
Arrivata in aeroporto mi dirigo alle macchinette blu per fare il check-in. Stampo la carta d’imbarco in tempo record e inizio l’esplorazione degli anfratti piu’ nascosti di questo aeroporto. Mi sono persa. Senza passare nessun controllo sono passata dal ritiro bagagli agli arrivi e sono uscita. Il ritorno e’ fatto, ora mi tocca solo l’andata. Mi accorgo di aver dimenticato il taboulé. Che stordita, e dire che lo avevo préparato apposta per il viaggio. AirFrance mi servira’ il pranzo, e visto che sara’ una schifezza, mi trovero’ un jolie bistrot e dejeunero’ sotto il sole di Parigi.
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AirFrance non mi serve il pranzo, ed io ho fame. In compenso ho fatto svuotare allo stuart il cassetto dei taralli sul tavolino di fronte a me.
Sono seduta in un bel posto finestrino proprio dove sta l’uscita di emergenza laterale, sull’ala. Lo stuart, dopo avermi spiegato come aprire lo sportello in caso di bisogno, deve aver pensato che avessi bisogno di una quantita’ di cibo immonda per riprendermi dallo shock. Perche’ negare. Fame ringrazia. Oh il pilota inizia la discesa!
Primo pomeriggio…
Eccomi sull’RER. Arrivata in aeroporto mi sono diretta verso la stazione. Scendo ai binari e… Il primo treno non passa. Il secondo nemmeno. Il terzo nada. Al quarto scopro che il binario continua sotto al tunnel e che il treno e’ li nascosto. GRRR! salgo sul treno e fa caldo. E puzza. il primo pensiero va alla SBB e a me che gia’ mi ci sono abituata. Mi guardo intorno, in attesa di Chatelet…
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Eccola! Che bella Parigi. Non credo mi piacerebbe abitarci, non e’ un posto in cui ci si sente sicuri. Pero’ da vivere e’ carina. Eccomi in un bistrot in attesa delle coquille saint Jacques. Per fortuna che ho resistito al richiamo di McDonald.
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Sono appena uscita da le Carrousel du Louvre. E con un massaggio shiatsu gratis. Chez Nature & Decouverte ho trovato il regalo di compleanno che aspettavo: un attrezzo che massaggia la schiena senza il minimo sforzo. Penso proprio che domani passero’ a comprarlo.
Sera…
Un giro in vespa per Parigi non ha prezzo.
Il Louvre, la senna con i suoi bei palazzi, les jardins du luxembourg, il Panthéon, les Invalides, la Tour Eiffel. Impagabile. Per tutto il resto c’e’ MasterCard!
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Bastille per una cena spagnola. Per fortuna c’erano sangria y el pan cum tomate.. perche’ il resto lasciava alquanto desiderare.
Lunedi mattina…
Sveglia e caffe’. Francese il caffe’.
Oggi si va nel Paris GO. Missione numero 1: trovare un taxi. 2: farsi portare dal taxi a destinazione. 3: non lasciarsi intimorire dal tassista lamentoso che minaccia di lasciarmi alla prima stazione di metro. E io di trovarmi diretta al primo hotel de police.
Lunedi sera…
Dopo una giornata di lavoro interessante non c’e nulla di meglio di una bella cena con amici.
E sorpresa, sono stata trasportata al Trocadero, a rivedere quell’ammasso di ferraglia che mi piace tanto.
Non male un lunedi in compagnia di amici, un filetto al sangue e le lucine della Tour Eiffel!
Sono un paio di giorni ormai che penso sia arrivato il momento di comprarmi un iPhone. Cio’ che mi trattiene e’ il fatto che tra qualche settimana uscira’ il 4th generation. E forse vale la pena aspettare…
Sto giocando con l’iPod touch e deve essere simile. Gia’ mi immagino i post scritti interamente sul touch screen di sei centimetri per undici… Del resto non mi serve un telefono.. Ma che cavolo, mi merito un giocattolino no?
Ma a parte la storia dell’iphone… Cosa tiene occupata alessandravi in questi giorni? Un po di lavoro, un po di relax, un po di piani per la mia crescita, e la ricerca della danza dell’estate. Eh si perche’ sul calendario e’ arrivata ma io non la trovo. La mattina c’e’ gente con il piumino… E dire che un anno fa a quest’ora ero gia’ abbronzata. Ma anche a Roma non e’ che vada molto meglio… Quindi esperamos.
In tutto questo ci sono i mondiali. L’Italia con due punti non si sa che fine fara’. La Francia col suo punto si sa eccome. Fine dell’eccitamento a casa Vi. Ma poi come si fa a pensar di scioperare quando si guadagnano milioni… al mese?
Vabbeh, bleus e azzurri a parte, quitta puffi bisogna far qualcosa.
Aspettate, c’e un pinguino Che bussa alla porta!
Ok… Ci facciamo un te’ caldo alla menta mentre discutiamo sul ritorno delle mezze stagioni, che in Svizzera non sono mai scomparse. Qui fanno persino i saldi di fine stagione, ad ogni stagione, non come da noi. Poi tra i saldi non si capisce bene di che stagione si tratti. Roba di lana in mezzo ai costumi.. Boh.
Che confusione questa Svizzera, una Svizzera che vince il primo match contro la Spagna e festeggia come se avesse vinto il mondiale…
Mah…
Ieri.
Sveglia e caffe, barba e bide’, sabato niente tram.
Dopo una sana colazione a base di caffe’ ristretto in tazza piccola con 2 cucchiaini di zucchero, accompagnato da una scatola di biscotti ricoperti di cioccolato, inizia il weekend.
Nel pomeriggio dobbiamo andare nell’Ain per un matrimonio… ma di mattina possiamo fare un giro in centro, chissa’ che cosi possa finalmente conoscere la mia nuova citta’!
A: “andiamo a Flon a fare shopping?”
R: “ok”
Saliamo in macchina, scappotto, ci sono 30 gradi ed un sole strepitoso.
Percorro la strada verso il centro e mi piazzo sulla corsia di destra.
R.: “a sinistra”
A: “ma a destra non si fa prima?”
R: “non credo ma non lo so, non l’ho mai fatta”
Freccia a sinistra e mi infilo.
R: “vabbeh dai proviamo”
Freccia a destra, mi rinfilo.
Ammiriamo il panorama ad ogni singolo semaforo, perche’ qui i semafori sono rossi di default, e a momento debito giro a sinistra.
Concessionaria piaggio alla nostra destra.
Faccio finta di niente, e tiro dritto.
R: “VESPA! FERMATI!”
Metto la marcia indietro, nel mezzo della strada, e mi parcheggio nel primo buco disponibile.
Dopo un’ora siamo ripartiti, con una Vespa Vintage in arrivo, dotata di ogni accessorio disponibile.
Conclusione: a sinistra si faceva prima.
NB. tenersi lontano dai concessionari Ferrari alla prossima voglia di shopping.
Quando sono arrivata a Roma, nelle prime settimane mi era venuta una voglia di fare la pasta, eora che sento la stessa sensazione riemergere ho la sensazione che sia un rituale to settle down.
A Roma l’impastatrice faceva il lavoro. Ma non avendo l’elettrodomestico con me, ho deciso di fare tutto con le mie manine. La scorsa domenica l’esperimento e’ riuscito. Perche’ non rifare?
Rispolveriamo la ricetta: Un uovo per 100grammi di farina ed un pizzico di sale. As simple as that.
Impastare tutto in una terrina, perche’ ancora non ho raggiunto la perfezione per impastare tutto sul piano di marmo mettendo le uova nel vulcano di farina sul piano di marmo, chissa’, in futuro…
Dopo aver lasciato riposare per una ventina di minuti, stendere l’impasto, stavolta sul piano di marmo. Non avendo il mattarello, anche lui ancora nei cartoni non pervenuti, ho usato un vaso modello Ikea.
La mia fantasia mi ha detto di usare l’accetta per ritagliare la pasta, e quale forma piu’ semplice delle tagliatelle?
Poi preparare un bel sughetto semplice semplice… e mi dispiace ma il risultato finale non ha potuto attendere il fotografo… era troppo buono
HABEMUS ARMADIUM!
Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo trovato L’armadio!! Semplice, in legno, grande, e non solo! A 100CHF in meno rispetto a quando lo abbiamo visto sabato scorso! Dopo un momento di esitazione - aspettiamo un altro paio di settimane e lo portiamo a casa gratis o lo prendiamo ora? – mi ci sono accrocchiata sopra per evitare il rischio di restare altri mesi senza.
Lo abbiamo caricato sulla camionetta, e io ho deciso che la mia auto ideale e’ un Ducato. Si fa strada da solo…

Unica pecca: un grande armadio per essere montato richiede del tempo… e questo puo’ infastidire il vicino, soprattutto se il tempo fa si che alla 1 di un sabato notte stai ancora piantando i chiodi per la parete posteriore…
W !
Stamattina ho perso tre treni. Tutti a distanza di 3 minuti. Sali le scale per andare al binario: ecco il diretto che si allontana. Scendi le scale, sali sull’altro binario: altro treno che parte. E via dicendo. Se almeno un orologio mostrasse l’ora esatta, nel paese dei maîtres horlogers, sarebbe un grande aiuto. Ma no.
Perderne uno, vabbeh capita. Due, mi sembra esagerato. Ma addirittura tre, TRE!
Pero’ in fondo non e’ poi cosi male, ce n’erano 3 nello spazio di 10 minuti, non posso proprio lamentarmi. L’unico difetto e’ che quello che ho preso io le fermate le faceva tutte, ma proprio tutte, e forse ne ha anche create un paio nuove, cosi’ giusto per cambiare un po’. Il lato positivo? Che era talmente vuoto che ho potuto sdraiarmi e farmi una ronfata bicantonale.
Arrivo in stazione, mi stiracchio tra i sorrisi degli altri passeggeri per i segni delle mani sulla guancia sinistra, e mi avvio verso il tram. Sul tram (ovviamente pieno come un uovo) incontro MissCodadiCavallo, o meglio CodadiCavallo incontra me. E inizia a strusciarsi in faccia. Faccio barriera con il 20minutes, e piu’ cerco di separarmene, e piu’ affogo tra i capelli. Suona il telefono, proprio li, mentre sono con un piede a terra, un piede in bilico, una mano appoggiata al vetro e una a barriera fatta di carta, tutto questo con il corpo a slalom tra ascelle pezzate, e il primo pensiero e’ ora rispondo, ma poi vedo di fare un sondaggio: perche’ con tutti i soldi che girano, la gente non si compra un fottuto deodorante?
Ormai la giornata e’ iniziata male, e cerco una minima soddisfazione, di quelle inutili, piccole, che pero’ in una giornata cosi’ ti danno un po’ di quella cosa li che ti fa proseguire.
E’ il mio momento di scendere. Dico “pardon” per incitare la folla a farmi largo, e MissCodadiCavallo non si muove di un millimetro. Ero gia’ soddisfatta con lo sguardo inceneritore che le ho dato, ma dopo averla schiacciata con il mio passaggio modello carroarmato ero estremamente fiera di me. Eccheccazzo, spostati. Dopo questi lunghissimi 5 minuti, aspetto l’autobus. L’autobus numero 20 che sta passando davanti ai miei occhi proprio ora. NO! Non posso perdere anche l’autobus! NO. Mi agito, sbraito, quasi minaccio di buttarmici sotto. E finalmente mi apre le porte. Spero non ci siano colleghi su quell’autobus, che di figure di merda ne ho fatte gia’ abbastanza. Ma le chances che non ci siano sono molto poche. Le chances che non mi conoscano sono molte di piu’, e mi rassegno.
Finalmente arrivo in ufficio, ed ho una giornata seminormale, fino a che decido che e’ arrivata l’ora di tornare a casa. Prendo l’autobus 10, arrivo a Coutance. Poi vorrei prendere l’1. Oh merde. E’ la davanti. In partenza. Mi giro: MANOR. Ok, faccio un giro nel negozio, e prendo il prossimo. Compro un portadocumenti per me e uno per R., e esco di nuovo. Autobus 1 riperso. Ok, ci vado a piedi in stazione. Vado a piedi, e’ un minuto. E il treno e’ solo tra tre. Ovviamente, salgo sul binario, e il treno sfila via. Ho preso il secondo, dopo 3 minuti anche lui, 3 minuti che ho fatto in tempi record dopo l’allenamento mattutino.
Perdere 4 treni in un solo giorno e’ provante.
Finalmente sono sul mio posticino. E fuori il sole mi dice che mi serve una doccia, e un po’ di svago. Ma ovunque vada, ci vado in macchina.
Ok faccio una pausa.
Del resto, visto che e una settimana che salto il pranzo, forse mi posso concedere un break, allora aspe’ un momento che vado alla macchinetta a prendere un kitkat.
[...]
Tornata. Toc.
Avete sentito il fruscio dell’uccellame che partiva in spedizione?
Per chi non l’ha capita… http://www.youtube.com/watch?v=vBHMsEM4xYQ
Bene.
Questa vita ginevrina sta prendendo una brutta piega, perche vi sto trascurando.
Quindi, again, vi faccio un riassunto.
La settimana scorsa. Punteggio: 5/5. Nemmeno una sera a casa.
Lunedi. Cena dall Archibugio.
Uno di questi giorni – forse – vi allietero’ per un minuto con la parafrasi della brocca. Ma dubito che vi ubriachi di risate come e successo a me lunedi 17. Per smaltire, una passeggiata in riva al fiume. A leggere tutte le insegne luminose… parafrasate anche quelle, ma non posso rendervi partecipi – troppo volgavi. Uambench battezzata.
Martedi. Cena da Thai, in una traversa di place Molard.
La mia prima ed unica piazza preferita di Ginevra. Solo perche ha tante piastrelline luminose a terra in tutte le lingue del mondo. Bevutina al lounge del Kempinski.
Mercoledi. Aperitivo a Losanna. Cambio di programma, niente aperitivo. Ricambio di programma, aperitivo.
Mi sono stortata un piede, ma sono comunque riuscita ad arrivare in riva al lago per un aperitivo multilanguage.
Giovedi. Alla ricerca della giacca perduta.
Ho dovuto passare in rassegna tutti i negozi di Ginevra prima di trovare un trench da Zara. E dire che lo sapevo che da Zara lo avrei trovato. Mi sarei evitata 2 ore di shopping inutile. Ma non sapevo dove fosse. E dov’era? A place Molard. Non ho parole. Tornata a casa ad un orario indecente con cazziatone di mia “moglie”.
Venerdi. Stasera si esce. Si esce prima o poi dal lavoro. Mi infilo sulla mia carrozzina, e mi dirigo in centro. E scopro che qui c’e’ un traffico malato. Finalmente raggiungo il Kempinski, e la sua fantastica piscina. Dopo un’ora di ammollo, usciamo a cena: Le Grill. Che nome originale. E che menu altrettanto originale: ho visto per la prima volta la fiorentina senza osso. Vabbeh. Non credo tornero’ in questo posto. Poi bevutina al Lounge. Altro nome originale. Per poi entrare al Java Club. Peccato che hanno scelto il DJ piu noioso che esista. Vabbeh ripeteremo… perseverare humanum est.
Poi finalmente il weekend. E’ uscito un sole spaventoso! Non mi serve piu la giacca. Tanta fatica per nulla.
E cosi’ iniziamo il finesettimana con un piano ben studiato a tavolino.
Sabato. Missione: Trovare un armadio, un tavolo e fare la spesa.
Abbiamo girato tutti i negozi di mobili della zona: Fly, Conforama, Jumbo Garden… e siamo tornati a casa con 1 tavolo bellissimo, 1 panca, 1 sgabello, 1 tavolino da esterno, 2 seggiole da esterno, 1 sedia a sdraio, 2 tendine per la cucina. 1 letto a baldacchino pagato non ancora ritirato, un armadio pagato e annullato: ce la faremo un giorno.
Visto che la primavera e’ arrivata, ho fatto anche le pulizie.
Inutile dire che la giornata e’ ormai finita, e la conclusione e’ che la mia prossima auto dovrebbe essere un ducato. Nero. Come quello che ho guidato per portare a casa il tavolo di 150 chili. Poi magari mi faccio anche la cresta e mi faccio chiamare P.E. Baracus.
Domenica. Missione: fare sembrare una casa questa casa.
Mi alzo alle 8.30 con un pensiero: mettere i bianchi in lavatrice. Sento la vicina che esce e ne approfitto per rompere le regole. E’ domenica, e sti’. Prima lavatrice del giorno. Alle 8.45 mi sento felice per il primo risultato della giornata. Mi sento perticolarmente costruttiva oggi! Quindi prendo la brugola e inizio a montare lo sgabello, poi la panca, e poi il tavolo. Ma qualcosa non va. Davanti ad un caffe io e l’architetto-numero-due decidiamo che e’ arrivato il momento di reingegnerizzare la sala. Spostiamo la libreria, il divano, e il creativo cerca di dare colore al divano che una volta era bianco, mentre io con lo scotch tolgo mesi di pelucchi e capelli. E questo e’ il risultato…
Poi decido che e’ arrivato il momento di battezzare la cucina con un po di tagliatelle fatte in casa. E felicissimi del risultato finale, ci gustiamo una bella cenetta…sul terrazzo.
Lunedi di festa. Missione: Relax.
Dopo tutto sto lavoro, oggi meritato riposo. Per questo ci svegliamo alle 8! Seconda lavatrice del weekend: i neri. Poi siamo andati a farci coccolare dalle massaggiatrici del Beau Rivage. Devo ammettere che mi hanno rimesso a posto la schiena. E con nuove energie abbiamo fatto un giro alla scoperta di Losanna mentre lavatrice-numero-tre girava imperterrita. Destinazione: Cite’. Gli altri quartieri li lasciamo al futuro.
Poi abbiamo pranzato nel mio luogo preferito, la terrazza, questa qui…
…e il pomeriggio e’ scorso in bellezza. Un bel libro, un po’ di sole sulla pelle (e si, mi sono abbronzata!), mentre la quarta e quinta lavatrice facevano il loro sporco lavoro…
Poi e’ ricominciata la settimana. E ora la mia pausa e’ finita…
Eccomi sul ciufciuf Losanna-Ginevra.
Altoparlante: “mesdames et messieurs, annunciamo un ritardo del convoglio. La ragione e` che ci sono degli animali sulle rotaie”.
Fantastico! Chissa` se sono due belle vacchette che stanno facendo un giro per la campagna o se sono due formiche in cerca di viveri. E cosi` mi viene in mente un articolo di cronaca tipico delle pagine svizzere.
E` in francese, ma penso il succo si intuisca: papere in un tunnel bloccano il traffico per 40 minuti. E non e` il primo articolo del genere che leggo dal mio arrivo.
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Dopo questa chicca, che credo proprio si ripetera` molto presto, torniamo a noi. Breve aggiornamento dal fronte.
La casa
Sono arrivata da un mese e quasi mezzo. Ho finalmente trovato un armadio, e un como`, da Ikea ovviamente, per dare quel tocco di originalita`. Ora che ho i mobili, posso finalmente mettere un po` di sano disordine che mi fa sentire a casa!
Gli achievements
Ieri sera per la prima volta da quando ho lasciato Albano (quasi 2 mesi ormai) ho fatto la mia prima lavatrice, e non vi dico che soddisfazione. Quel profumo di pulito! E parlando di profumo di pulito, la Svizzera non mi deludera`. Se non altro, qui hanno un numero indescrivibile di ammorbidenti lenor, nonche` i miei preferiti.
Ora qualcuno si chiedera` come ho fatto a resistere per due mesi? Bene, la risposta e` straightforward: ho abbastanza vestiti per resistere a periodi difficili. Il che mi distingue dall’uomo comune, e mi ricorda che in fondo sono una donna. Ma soprattutto, perche` non ho fatto una lavatrice prima d’ora? Perche` qui ci sono regole precise: niente lavatrice la domenica e nemmeno in settimana oltre le 22.
Flashback
Vicina-Concierge: “ha fatto il bucato domenica?”
AlessandrainsVi: “si”
Vicina-Concierge: “ma lo sa che non si puo`?”
AlessandrainsVi: “ma ho dato fastidio, fatto troppo rumore?”
Vicina-Concierge: “no no! Io non ho sentito nulla”
Forse non ho capito.
AlessandrainsVi: “ma ho disturbato?”
Vicina-Concierge: “no, no, ma non si puo`.”
AlessandrainsVi: “e PERCHEEEE`??”
Vicina-Concierge: “e perche` e` cosi`, ci sono delle regole.”
AHAHAHAHAH!!
Ora, devo prendere un giorno di ferie per fare il bucato? Apparentemente si, ed e` preferibile il lunedi!
Il Tempo
Il tempo e` ballerino, almeno quanto la mia indecisione sul come faro` il tragitto casa-lavoro. Ogni tanto vado in auto, ogni tanto in treno, poi provo gli ibridi. Auto+treno+bus. Bus+Metro+Treno+Bus. E2E, non sono poi cosi` vicine le due citta`. Amen. La scocciatura e` che quando parto la mattina e` inverno inoltrato, di giorno attraversi la primavera, e a seconda dell`orario in cui esci puoi ritrovarti in estate o di nuovo in autunno. Vestirsi per un viaggio simile ogni giorno e` un’impresa. Pensavo di preparare un trolley da domani.
Bene, il mio viaggio e` terminato, probabilmente le formiche hanno deciso di spostarsi sulle rotaie adiacenti. Corro a prendere il 10. Corro. Oddio con sti tacchi al massimo immagino di camminare rapidamente.